Lodovico RIZZI (Pola, 20-II-1859 – Pola, 1-III-1945), avvocato, funzionario pubblico, politico.

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Lodovico RIZZILodovico RIZZI (Pola, 20-II-1859 – Pola, 1-III-1945), avvocato, funzionario pubblico, politico.

Figlio del podestà di Pola Nicolò (Capodistria, 1818 – Pola, 1898) e di Maria Cuizza, frequentò il Ginnasio di Capodistria fra il 1869 ed il 1877, distinguendosi sempre come allievo esemplare. Continuò gli studi a Vienna, dove conseguì la laurea in giurisprudenza. Colto sin da giovane dalla vocazione politica, e favorito anche dalla condizione benestante, ricoprì fra il 1889 ed il 1904 la carica di podestà di Pola, periodo durante il quale si distinse per le numerose opere pubbliche attuate nel momento di massima espansione economica e demografica della città tra le quali meritano di essere ricordate la centrale telefonica (1891), la conclusione dei lavori sulle canalizzazioni e l’introduzione dell’acquedotto cittadino (1897), l’allargamento della rete d’illuminazione con la fondazione dell’Usina del gas (1900) e l’introduzione del tram elettrico (1904) per le quali fu abile a ottenere sostanziosi stanziamenti da parte di Vienna. Partecipò inoltre alla fondazione di numerose istituzioni: il Monte di pietà (1891), l’Ospedale civico (1896), il Liceo provinciale femminile (1902), il Civico museo (1903) ed istituì un’equipe sanitaria cittadina per interventi in caso di epidemie. Nel 1903 fece erigere il Mercato coperto che lo ricorda oggi con una lapide. Dal 21 settembre 1904 al 3 marzo 1916 ricoprì la carica di Capitano provinciale dell’Istria essendo stato deputato alla Dieta istriana sin dal 1894, anche in questo caso ricalcando le orme del padre, e fino al suo scioglimento nel 1916, vale a dire nel periodo delle massime tensioni nazionali quando la sua sede fu spostata da Parenzo a Pola e a Capodistria. Fu inoltre eletto in modo ininterrotto a deputato del Consiglio dell’Impero in Vienna dal VII (1889) e fino all’ultimo XII periodo elettorale (1914). La sua attività politica gli valse il titolo di Cavaliere. Dal 1923 al 1926, ormai al tramonto della carriera pubblica, ricoprì la carica di commissario prefettizio di Pola e successivamente, accantonata la carriera politica, quella di presidente della Cassa di risparmio da egli stesso fondata. Molto attivo anche in ambito storico-culturale fu presidente onorario e patrono della Prima Esposizione Provinciale Istriana di Capodistria inaugurando la mostra con un celebre discorso tenuto in piazza Brolo il 1° maggio 1910 nel quale non mancò di rimarcare il progresso culturale e sociale della nostra regione, di cui egli stesso fu fautore. Ritiratosi a vita privata, visse fino a tarda età nella sua villa suburbana di Pola (oggi “Villa Maria”), classico esempio di architettura austroungarica edificata nel 1898, dove morì serenamente sul finire della seconda guerra mondiale.

DK